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Sanremo 2024 – Alfa, “Vai!”

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“Sono sempre stato un outsider, quello sempre sullo sfondo, l’ultimo a essere scelto quando si giocava a calcio”.

“Yellow è il romanzo che ho scritto con protagonista un rapper. L’idea è venuta dopo aver visto il film Elvis. Mi ha dato lo spunto di raccontare il rapporto fra manager e artista. La scrittura mi aiuta anche nella musica. Nelle canzoni parlo di me, delle mie esperienze e delle mie avventure. Adesso desidero cercare storie leggendo libri come il Simposio di Platone, l’arte di amare di Erich Fromm, le poesie di Saffo, guardando film, ascoltando le chiacchiere di chi incontro durante le mie giornate”.

“Amo i film di animazione. So tutto di Disney. Up è il mio preferito. Uso la colonna sonora di Michael Giacchino in chiusura dei miei concerti. Sono stato molto colpito da Nightmare Before Christmas di Tim Burton, dai capolavori di Miyazaki”.

“Non mi limito a cantare, ho anche scritto la colonna sonora del film “Confusi”. A un certo punto della mia vita vorrei dedicarmi completamente alla composizione”.

“Adoro la mia città, Genova. Il lavoro mi ha portato a Milano, ma ogni volta che torno a casa scrivo. È una città che mi carica emotivamente. Genova è un punto fondamentale del mio percorso. È una città in cui si respira musica, in grado di darti continuamente l’ispirazione giusta. Ho scritto quasi tutte le mie canzoni a Genova, quando sono lì mi sento a casa mia”.

“Per me conta l’autenticità del messaggio. Non mi interessa il look, l’estetica. Il mio messaggio è pop, mi piace essere semplice”.

“Vai! l’ho scritta in California. Ero lì per comporre le canzoni del nuovo disco. È stato un viaggio nella musica folk, country, un’immersione in quella cultura”.

“Ho iniziato a fare musica per piacere alle persone. Prima ho fatto lo youtuber, il mago, il freestyle rap, ho giocato a calcio e a ping pong a livello regionale”.

“La piaga sociale della mia generazione è l’ansia. Viviamo nel mondo dell’apparire. Siamo dipendenti da qualunque tipo di risultato. Tutto è misurabile, anche il nostro indice di gradimento. Siamo vittime della nostra ansia. Io vado dallo psicologo proprio per gestirla”.

“Non amo la routine. Evadere non significa fuggire dalle proprie responsabilità, ma riuscire a cogliere qualcosa di nuovo nella vita di tutti i giorni. L’importante è affrontare la quotidianità con lo spirito giusto, come fosse ogni volta una nuova esperienza. La paura può essere tramutata in qualcosa di positivo. In quest’epoca si tende un po’ troppo a nascondere le fragilità di mostrarci sempre sicuri di noi in ogni ambito”.

“I social hanno dato parola a chi non l’aveva. Il web ha dato a tutti la possibilità di esprimersi, ma non sempre i contenuti sono positivi. Utilizzo molto questi nuovi strumenti, li considero un mezzo di comunicazione fortissimo”.

“La musica è la mia migliore amica, la mia valvola di sfogo, un modo per elaborare le cose. Per me è stata una rivalsa sociale, e scrivere canzoni un grande aiuto emotivo. Non pubblico tutte le canzoni che scrivo, alcune le scrivo solo per me”.

“Il mio prossimo album si intitola Non so chi ha creato il mondo ma so che era innamorato. Il tema centrale sarà l’amore, un amore che ho visto nei libri, nei film, ascoltando le storie dei miei amici, origliando in metro il vicino che telefonava. È un amore vissuto da spettatore. Parla di quella sensazione che provi quando l’amore non lo stai vivendo tu ma lo vedi e ne intuisci la forza. Una coppia che si bacia per strada, un nonno che accompagna il nipote”.

“Amo tutta la musica. Ascolto di tutto: Domenico Modugno, Elvis Presley, Green Day, musica indie, gruppi francesi, spagnoli e inglesi. Cerco di trovare ispirazione in ogni canzone”.

 

 

 

 

 

 

 

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