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Sanremo 2024 – Il Tre, “Fragili”

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“Ero un adolescente tranquillo. A un certo punto sono stato malissimo per colpa di una ragazza. È stata lei il motivo per cui ho intrapreso questa carriera. Avevo bisogno di sfogarmi. Il caso ha voluto che nella mia classe ci fosse un ragazzo che faceva rap. Un giorno mi chiese se mi andava di registrare con lui. Ricordo il tragitto che facemmo insieme per arrivare a destinazione: un’ora di treno da Santa Maria a Termini, poi altre tre da Termini a Santa Marinella. La stanchezza era tanta, ma la voglia di fare qualcosa era talmente forte da farmi dimenticare tutto il resto. Quella sera tornai a casa soddisfatto di me stesso e di quello che avevo realizzato”.

“Quando ho una giornata no, scrivo. Mi rende sereno il pensiero di aver portato a casa un’altra canzone. Quando mi prende male salgo in studio, attacco le casse e, per un paio d’ore, scompare tutto il resto”.

“Sfato alcuni luoghi comuni del rapper. Mi sento molto diverso da alcuni di loro. Non mi faccio le canne, non fumo le sigarette, non bevo alcol e nelle canzoni non me la prendo con nessuno.  La vita mi ha dato tutto quello che potevo chiedere, faccio una musica che mi piace e che spero piaccia anche agli altri. In questo processo credo che la mia diversità sia qualcosa di fondamentale, da preservare. L’alcol non mi dice niente. Non nutro odio verso entità o cose in particolare”.

“I ragazzi che mi ascoltano sono molto vicini a me, perché non mi atteggio a superstar. E il mezzo più potente che ho per fare capire che ho i piedi per terra sono i social”.

“Non voglio essere solo un rapper, ma neanche soltanto un artista pop. Mi piace fondere questi due stili”.

“Mi sono formato musicalmente ascoltando rap italiano e americano, Jimmy Taiz, MadMan, Salmo, Noyz Narcos, Eminem, Logic, Ice Cube, Machine Gun Kelly”.

 

 

 

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