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Sanremo 2024 – Mahmood, “Tuta Gold”

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“Non c’è un unico messaggio che voglio trasmettere. Scrivo le mie canzoni mettendoci dentro quello che sento, e una volta uscite diventano di tutti. In quel momento il messaggio che arriva risulterà diverso a seconda del significato che ciascuno dei miei ascoltatori vedrà in esse”.

“Mi lascio ispirare da tutto ciò che vivo. Forse per questo chi mi ascolta mi sente più vicino. Sicuramente oltre alla creatività ci sono due cose fondamentali: dedizione e impegno”.

“In questi anni mi sono successe cose bellissime, ma ho avuto anche momenti di abbattimento. Ora sono più tranquillo”.

“Ho scoperto che il successo non diminuisce i problemi, ma neanche li aumenta, però cambiano forma. Ci sono cose da gestire diverse rispetto a prima. Non ho più lo stesso tempo per scrivere che avevo una volta perché ho molti più impegni”.

“Ho iniziato a studiare musica a 12 anni. A 8 anni avevo chiesto a mia madre di iscrivermi a un concorso di canto, ballo e recitazione. Al saggio avrei dovuto cantare Whenever, Whenever di Shakira, ma mi dimenticai il giorno del saggio. Piansi due giorni”.

“Credo di aver raggiunto una maturità nuova nel parlare di relazioni e legami tra le persone. Forse perché negli ultimi anni ho avuto il tempo di mettermi seduto e concentrarmi, pensare meglio e pensare di più”.

“La tuta gold è una metafora, significa l’essersi fortificati negli anni. Per me è una corazza. In questi anni ho avuto la fortuna di viaggiare molto, da Berlino all’America. Ho avuto modo di vedere molti dj set”.

 

 

 

 

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