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Sanremo 2024 – Sangiovanni, “Finiscimi”

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“Il 2023 è stato un anno silenzioso e faticoso. Ho dovuto riprendere la mia vita in mano senza sapere più dove fosse e dove fossi. Sono stato un mese a Los Angeles. Dopo sono stato a Tokyo e a New York. Ho viaggiato anche per l’Italia. Sono stato in Puglia, in Sicilia, ho rivisto amici che non vedevo da tanto tempo”.

“Per me crescere significa avere la forza di vivere la vita in maniera più serena. È come se vivessi due vite parallele: la mia privata e quella pubblica. Crescere è anche potermi permettere di parlare di cose diverse, scrivere quello che mi fa stare bene. Il giudizio degli altri prima per me era molto importante, invece ho capito che prima di tutto devo stare bene io”.

“Sono una persona molto introversa. Il rapporto più complesso che ho è quello con me stesso. Da soli si sta bene, mi piace poter contare su di me, non dovere avere bisogno delle persone”.

“Ho vissuto un periodo di completa indifferenza nei confronti delle cose che facevo. Non mi interessava più niente, non avevo nulla che mi facesse alzare dal letto al mattino. Era come se stessi vivendo la stessa giornata in loop ogni giorno”.

“Finiscimi l’ho scritto la scorsa estate a Los Angeles. C’erano 25 gradi, ero chiuso in casa a scrivere canzoni depresse. Avevo bisogno di liberarmi di una sorta di nostalgia. In questa canzone c’è tutta l’indifferenza che ho provato in quel periodo, ma anche una sofferenza estrema che è arrivata a darmi sollievo a un certo punto. Mi sono messo in situazioni pericolose, mi facevo male pur di provare qualcosa”.

“Ho sempre pensato che l’amore non sia qualcosa che ti fa stare bene, ma qualcosa che ti fa stare meglio quando stai già bene. Non è mai un salvagente, è un di più che ti arricchisce”.

“Ho iniziato a fare musica in un momento buio. Ho pensato che la musica mi salvasse, e l’ha fatto. Ma a un certo punto mi sono sentito come prima, in un periodo non dei migliori, e la musica c’era. Ci saranno sempre momenti in cui si cade, e non c’è da vergognarsi. Ora tengo fissa una delle cose che mi ha insegnato il mio terapeuta: ogni sofferenza ha la sua dignità. Cadere non è una cosa da temere, ma da gestire, da vivere, da lì puoi riuscire a volare, anche nuotando dentro alla tristezza e alla depressione”.

“Renato Zero è un’artista che stimo tantissimo. Ha fatto una cosa di rottura prima di tanti altri, presentandosi con i suoi look attillati e colorati. Uno che fa quello che ha fatto lui in quel momento storico dev’essere veramente un genio”.

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