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Ernesto Assante, tra le stelle della musica (giornalista, critico musicale; Napoli, 12 febbraio 1958 – Roma, 26 febbraio 2024)

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Nato a Napoli, aveva cominciato l’attività giornalistica nel 1977, approdando poi a Repubblica, di cui è diventato una delle firme di punta della sezione musica e non solo. Nella sua lunghissima carriera ha fatto di tutto: oltre ai giornali (è stato tra le altre cose tra gli ideatori di Musica!, l’inserto di Repubblica, e ha scritto anche su Rolling Stone), anche televisione, radio, libri, collaborando spesso con l’amico e collega Gino Castaldo.

Luciano Ligabue: “La leggerezza di Ernesto Assante era il suo modo per rispettare la musica. Al mio primo concerto erano presenti poco più di cento persone. Nonostante non fosse una presentazione alla stampa e non ci fosse nessun pezzo da scrivere, fra quel centinaio di anime c’era anche Ernesto. Mancherà a chiunque ami la musica e sa di avere perso chi lo poteva guidare con la discrezione di un suggerimento”.

Giuliano Sangiorgi (Negramaro): “Era analitico, spietato, coinvolto, appassionato, innamorato e sempre pronto allo sconvolgimento delle sue stesse convinzioni quando la musica aveva ragione e lui non sapeva darle torto”.

 Francesca Michielin: “Vorrei ringraziarti infinitamente. Per la cura e il rispetto che hai sempre messo in quello che hai fatto, con cultura, intelligenza, dolcezza, ascolto. Senza mai avere preconcetti, mai”.

 Raf: “Ci siamo conosciuti nel ’93 negli uffici della Warner a Roma per un’intervista ed è nata subito una amicizia fatta di stima reciproca perché avevamo idee comuni e una comune visione del mondo al di là della musica. Mi hai sempre sostenuto spesso andando contro il giudizio di altri tuoi colleghi. Mi hai sempre dato buoni consigli nei momenti difficili”.

Subsonica: “Ci sono bravi giornalisti musicali, e poi ci sono critici in grado di illuminare il tuo percorso e di aiutarti a comprendere meglio chi sei e che cosa stai facendo. Ecco chi è stato per noi Ernesto Assante, a partire dalla prima recensione nel lontano ’98 su un free press romano. Una guida che non ha mai preteso di essere tale. Uno di quelli bravi, con cui hai sempre piacere di avere a che fare”.

Cesare Cremonini: “Ernesto è stato un esempio, un riferimento nel mondo del giornalismo musicale e non solo. Era un orgoglio essere raccontati, intervistati o citati da lui, tra le firme sopravvissute al viaggio senza ritorno dalla carta al web. Sembra scontato ma non lo è che, scrivendo di musica, Ernesto fosse una voce capace di modellare ancora il presente”.

Franco Mussida (chitarra, ex-Quelli, ex-PFM): “Ernesto la Musica la annusava; se sapeva di buono non lesinava apprezzamenti, si accendeva e, come i salmoni, non esitava ad andare contro corrente, incurante dell’onda che spinge le altre ad uniformarsi agli standard del momento. Rivendicava senza sottolineature la sua libertà. Ogni volta che lo vedevo mi dava l’impressione di essere super indaffarato, che dietro l’angolo avesse un sacco di lavoro da sbrigare. In fondo i giornalisti sono tutti un po’ così, circondati da uragani di parole e di notizie, la gran parte, per persone come lui, da scartare perché prive di peso. Non so quanto fosse contento di cercare questo peso tra le pieghe di una storia già compiuta, quella fatta in compagnia di una generazione che ebbe la fortuna di fare un bagno nella pozione magica che si respirava a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. Ci siamo frequentati, non troppo tempo fa. Mi porto dietro il suo sorriso sincero, fresco e disincantato. Liberato…. saprai di certo dare sostegno ai giusti. Buon viaggio Ernesto!”

Giorgia: “Tu ci sei sempre stato, con le tue idee, la tua visione della musica il tuo garbo il tuo affetto”.

 

Levante: “Ernesto, ti ricordiamo tutti con questo sorriso. Io nella memoria ho solo mille di questi sorrisi per tutte le volte che ti ho incontrato”.

Frankie hi-nrg: “Buon viaggio nel paradiso del rock”.

Marco Mengoni: “Ascoltavi le canzoni, le parole, i suoni e poi dicevi quello che pensavi, con analisi profonde e attente. Grazie per i tuoi insegnamenti”.

Dolcenera: “La musica raccontata con passione, leggerezza e umanità. Il Paul McCartney del giornalismo musicale”.

Piero Pelù: “Per noi non finirà mai”.

Emma: “Dovevamo parlare ancora di musica. Ciao amico mio”.

Paola Turci: “Amico mio”.

Laura Pausini: “Un vero giornalista e un uomo colto che ho sempre rispettato tanto”.

Francesco Gabbani: “Tanti i momenti che abbiamo condiviso, dalle prime interviste, a tutto il lavoro svolto per “Ci Vuole Un Fiore”. Non posso non pensare al tuo sorriso, alla tua sensibilità, alla tua grande cultura. Avrei passato ore a parlare con te”.

Noemi: “Ciao Ernesto, era bellissimo parlare di tutto con te”.

Shel Shapiro: “Eri un uomo così sensibile, intelligente, dolce, pieno di amore e di energia, pieno di gioia e di musica ed io ero onorato nel poterti chiamare e saperti amico”.

Nina Zilli: “Abbiamo condiviso il palco e scherzato come sempre sul nostro pessimo tempismo. Un’uscita di scena prima del tempo, proprio come le Rock Star che tanto hai amato, capito e raccontato”.

Paolo Belli: “Grazie infinite per tutte le cose che hai fatto per e insieme a me, sei stato unico, non ti dimenticherò mai”.

Marlene Kuntz: “Ci hai sempre stimato e tenuto in gran conto. E lo abbiamo sempre recepito con enorme soddisfazione, ricambiando stima e affetto. Eri un grande”.

Serena Dandini: “La scomparsa di Ernesto Assante è una notizia terribile e dolorosa”.

Anna Foglietta: “Che persona per bene e che uomo colto e preparato. Appassionato di umanità”.

Bobo Craxi: “Ha raccontato con garbo e intelligenza la musica”.

Diodato: “È stato il primo grande giornalista a credere in me, più di dieci anni fa, quando mi invitò nel suo Music Corner. Me la ricordo l’emozione che provai e quella sensazione di qualcosa che si solidificava dentro, una piccola certezza in più. Da allora ci siamo visti tante volte, tante chiacchierate mai banali, sempre la sensazione di avere davanti o dall’altra parte del telefono qualcuno che ci tenesse davvero. Gli ho voluto bene dal primo”.

Elisa: “Ernesto grazie per sempre”.

Emis Killa: “Una delle poche persone serie incontrate lungo il percorso”.

Mario Venuti: “Ci conosciamo dagli anni ’80 quando, da buon beatlesiano, mostrò di apprezzare i Denovo. Ci intervistò più volte ed anche nella mia carriera solista mi ha sempre dimostrato stima. L’ultima intervista per Repubblica all’uscita di Napoli-Bahia. Se ne va una delle penne più autorevoli del giornalismo musicale italiano. Competente, empatico, leggero nel suo essere serissimo”.

Nek: “L’ultima volta che ci siamo parlati era una mattina di febbraio durante questo Sanremo 2024. Abbiamo riso, ci siamo confrontati sulla musica e sui progetti futuri. E quante volte ci siamo trovati dietro le quinte o sui palchi dei programmi che curavi come autore. Un ricordo su tutti quel bellissimo web notte che conducevi con Gino Castaldo serate di canzoni ricordi contaminazioni musicali fatte sul momento”.

Samuele Bersani: “Ho in testa il tuo sorriso e la tua grazia. Com’è stato bello essere tuo amico”.

Francesco Renga: “Dall’inizio di questa avventura di musica e parole sei sempre stato presente e un importante riferimento”.

Gianluca Grignani: “Grazie per le belle parole che hai avuto per me e per la mia musica”.

Elodie: “Ernesto grazie per le belle chiacchiere sempre intime, sincere e umane”.

Marco Masini: “Amavi la musica e la sua storia”.

Ron: “Ci lascia una persona e un professionista fantastico che ha saputo raccontare la musica con tanta passione, curiosità e sensibilità. Sono grato per averti incontrato e per tutte le chiacchierate che abbiamo fatto”.

Irene Grandi: “Ne abbiamo vissute tante insieme, il tuo sincero interesse per gli artisti e per la musica si notava sempre nel tuo sorriso ed entusiasmo. La tua gentilezza ed empatia sono un esempio di giornalismo curioso, vivace e intelligente”.

Negrita: “Con passione e cura, hai fatto della musica lavoro, arte, vita. Grazie per la capacità che hai avuto di raccontarla con quella competenza e quell’entusiasmo mai scontati”.

Daniele Silvestri: “Gentilezza. Sorriso. Curiosità. Divertimento. Conoscenza. Profondità. Questo era Ernesto. Grazie per come ci hai raccontato agli altri e per quello che hai insegnato a noi”.

Loredana Bertè: “Grazie per essere sempre stato una penna gentile e curiosa, un uomo sincero e appassionato”.

Federico Poggipollini: “Per te non è mai stato un lavoro. La tua passione e il tuo entusiasmo mi hanno sempre stimolato e ispirato”.

Michele Zarrillo: “Avevamo raggiunto, negli anni, una rara intesa umana e professionale. In questo nuovo mondo di uomini della musica, mi mancherà e mi farà sentire un po’ più solo.  Anche se so che il vuoto lasciato dalla sua prematura scomparsa sarà, in parte, colmato dai suoi scritti e da chi, come me, lo ricorderà nelle occasioni migliori della musica e non solo”.

Parole & Musica: Ernesto Assante
“Dal punto di vista organizzativo Festival con grande afflusso di persone se ne fanno ancora, come Glasgow, i Festival di Music Dance e House Music, Lollapalooza e tutti i Festival Americani.  In termini socio-culturali, la musica e lo stare insieme hanno cambiato completamente senso. Woodstock era un Festival a suo modo rivoluzionario, in cui si girava senza denaro, senza controlli della polizia. Era un Festival in cui la parola libertà dominava sovrana. Oggi le condizioni sono cambiate, i costi dei biglietti sono molto alti, i controlli sono severi, il clima di quei 3 giorni dubito si possa ripetere”.

“La canzone italiana è stata un elemento fondamentale nell’unificazione del Paese dalla fine dell’800. La canzone d’autore, pur non essendo poesia, ha proseguito il lavoro dei poeti del primo 900, sostituendone la funzione artistica, facendola diventare di massa. La canzone Italiana ha un’importanza non soltanto nel contesto italiano, ma più in generale in quello Europeo. È una canzone ricca ed importante che andrebbe studiata e protetta con maggiore attenzione”.

“Elvis Presley ha avuto il ruolo fondamentale di accendere la miccia, poi altri hanno seguito la situazione. È stato l’artefice inconsapevole di una rivoluzione completa, assoluta, quella dell’avvento dei giovani sulla scena sociale, della storia. È stato fondamentale un catalizzatore di energie, ha messo in scena quello che stava per accadere e che poi è accaduto durante gli anni ’60. La rivoluzione socio-culturale, e musicale in particolare, è durata poco. Il rock and roll ha avuto una vita molto breve 3-4 anni in tutto. Ancora lo suoniamo perché è carino. Poi la musica è andata altrove. I Beatles già suonavano altro pochi anni dopo”.

“Non si può vivere senza conoscere i Beatles. Una buona educazione musicale comprende: Miles Davis, John Coltrane, David Bowie, gli Who. Credo che la musica e la vita siano talmente connesse che quelli che non amano la musica o la usano solo come intrattenimento vivono peggio. La musica è una porta aperta verso l’universo chi non la apre vive 1a vita più povera”.

“Ci sono tanti generi musicali che spariscono. È sparita la disco music, sono spariti il punk, la polka. La musica cambia sempre ed evolve a volte in meglio, a volte in peggio. Ognuno ha una propria dose di nostalgia per il bel tempo che fu, ognuno ama ricordare i tempi passati attraverso la musica. Questa è una delle sue funzioni meravigliose: porta il passato ad essere costantemente presente con noi, cosa che le altre arti fanno con più difficoltà”.

“Beatles e Rolling Stones erano due facce della stessa medaglia. Erano rock entrambi. I Beatles sono rivoluzionari, mentre gli Stones sono ribelli. Due modi diversi di opporsi al sistema, contro gli adulti, contro lo status quo, contro tutto. I Beatles forse erano più rivoluzionari. Con quell’aria da bravi ragazzi entravano in tutte le case perché non facevano paura, ma poi cambiavano profondamente le cose. Chi sentiva la musica dei Beatles dopo non viveva più allo stesso modo. Dal ’67 in poi fanno di tutto. Gli Stones sono sempre stati sfacciati e provocatori ma mai politici fino in fondo, se non in un periodo molto breve intorno al ’68. Erano due anime dello stesso movimento che cercavano di cambiare tutto alla radice”.

 

 

 

 

 

 

 

 

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