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Elton John

“Sono ancora interessato a guardare verso il futuro. Posso entusiasmarmi per un nuovo artista che suona un suo demo, così come per il nuovo disco dei miei eroi musicali. Posso entusiasmarmi suonando in una città in cui non sono mai stato, o visitando un posto che conosco bene per vedere com’è cambiato. La vita è un continuo divenire, e io la assecondo. Mi sento felice di usare la mia popolarità per portare attenzione sulle ingiustizie del mondo e cerco di aiutare dove posso”.

“Mi piace avventurarmi nei pochi negozi di dischi rimasti e cerco la musica dei nuovi talenti. Mi piace toccare con mano, sentire, ascoltare cose nuove. Questo mi dà energia. Mi piace scrivere direttamente ai nuovi talenti. Non mi sono mai dimenticato la gioia e l’incoraggiamento che mi diede un telegramma che George Harrison mi inviò dopo aver ascoltato il mio primo album, o quando Neil Diamond mi presentò in concerto durante la mia prima tournée americana”.

“Quando registro un nuovo album mi piace sperimentare. È una sfida che mi aiuta a crescere. Per esempio “Elton John” era differente da “Tumbleweed Connection”, “Madman Across the Water” era un’altra cosa rispetto a “Goodbye Yellow Brick Road”.

“La mia anima è nascosta tra le pieghe della musica. Non è facile capire chi sono e come sono attraverso le mie canzoni. Le canzoni sono momenti che attraversano la mia esistenza”.

“Non vivo nel passato. Non riascolto i miei vecchi album. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità, nuovi arrangiamenti. Ma lo faccio senza abbandonare il mio amato pianoforte”.

“Da piccolo passavo molto tempo ad ascoltare i dischi e la radio. La musica è sempre stata la mia compagna di vita. Mi ha accompagnato anche nei momenti di maggiore tristezza. Non riesco a immaginare che cosa sarebbe stata la mia vita senza la musica. Ancora oggi la prima cosa che faccio la mattina, prima di entrare sotto la doccia, è accendere la radio”.

“Il successo mi ha permesso di incontrare persone meravigliose. Ma in qualche caso mi ha reso egoista e intrattabile e insopportabile, perché mi sono sentito il padrone del mondo. Il successo può dare dipendenza. E’ difficile farne a meno perché porta con sé denaro e benessere. Può trasformarti in un mostro, e gli artisti a volte lo sono”.

(da Ciao 2001 del 1977)

Elton John: “ Non sono stanco di cantare, sono semplicemente stanco di fare tournée. Il mio fisico è a pezzi, mi sono reso conto che rischio di diventare matto. Ho deciso di non fare tournée per almeno un anno, e di riposare mente e corpo. Ma continuerò a incidere dischi, ad occuparmi della mia etichetta discografica, e soprattutto a produrre e lanciare nuovi artisti”.

Ciao 2001:  Quando hai iniziato con la tua prima canzone “Lady Samantha” desideravi il successo mondiale? “Quando ho iniziato, volevo semplicemente essere un autore di canzoni. Prima di “Lady Samantha” ne ho scritte perlomeno una novantina, che oggi trovo orribili, canzonette che davo da incidere a Engelbert Humperdink”.

Ciao 2001: Che influenza ha avuto su di te Paul Buckmaster, il bravissimo arrangiatore che ha collaborato ai tuoi dischi nel primo periodo della tua carriera? “Una grossa influenza. Paul Buckmaster, soprattutto come arrangiatore d’archi, è una specie di genio. Mi ha fatto capire l’importanza di arricchire una canzone, di saper darle colori e sfumature. Mi dispiace che in seguito, dovendo proseguire la sua ricerca, non abbia più potuto collaborare con me”.

Ciao 2001: C’è una grande differenza tra l’Elton nella vita normale, timidissimo e dolce, e l’Elton superstar, sul palcoscenico così  aggressivo, esibizionista, funambolico. “E’ qualche cosa che accade spesso alle superstar. Nella vita sei te stesso, sei un uomo normale, con le tue frustrazioni, le tue gioie, le paure . E poi, sul palcoscenico ti trasformi, sei un’altra persona, scatta qualche cosa più forte di te. E capisci che anche questa nuova persona sconosciuta è sempre te stesso. E’ una esperienza esaltante, ma alle lunghe può portarti alla pazzia.  Diventi schizofrenico. Essere una superstar ha questo grande difetto: senza che te ne accorgi ti conduce fuori dalla realtà. Completamente fuori. E’ per questo che ho deciso di prendermi un periodo di riposo. Per me la realtà è più importante di qualsiasi altra cosa”.  

augusto.sciarra@radiotolfaeuropa.it

 

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