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Glen Matlock (Sex Pistols), Eddie Jobson (Curved Air, Roxy Music, Frank Zappa, U.K, Jethro Tull)

Glen Matlock (Sex Pistols)

Matlock, classe 1956, con Steve Jones e Paul Cook ha contribuito all’esplosione dei Sex Pistols, lasciandoli poi nel 1977 poco prima dell’uscita del disco “Never Mind The Bolloks”, di cui è autore della quasi totalità dei brani. Subito dopo aver lasciato la band forma il gruppo The Rich Kids, in compagnia del chitarrista Steve New e del cantante Midge Ure. Ha suonato con artisti del calibro di Iggy Pop e Sid Vicious.

“Gran parte della musica rock non esprime niente di veramente autentico ed è artificiosa. I Sex Pistols erano veri. La nostra musica era come una sorta di folk per l’età moderna. Pur non avendo il sound della musica folk, avevamo una sensibilità per molti versi simile: semplici e diretti”.

“Le mie canzoni preferite dei Sex Pistols sono: Anarchy, God Save The Queen e Pretty Vacant”.

“Certe provocazioni escogitate da Malcolm McLaren, come l’esibizione della svastica, servivano soltanto a scioccare le persone, non c’era alcun riferimento al suo significato autentico. La Seconda Guerra Mondiale era finita da soli trent’anni, quella era quindi una provocazione molto forte”.

“Nel 1996 mi sono riunito ai Sex Pistols per il tour mondiale. E’ stata  un’esperienza molto positiva. Abbiamo suonato di nuovo la nostra musica davanti a quasi un milione di persone”.

“In Inghilterra siamo stati la prima punk band. Noi eravamo e volevamo essere solo i Sex Pistols. Siamo stati la prima punk band ad aver fatto parlare di sé, prima anche dei Clash o dei Damned. Le band punk rock erano ancora poche. Solo dopo ne sono arrivate altre come gli Stranglers”.

“Il 26 Novembre 1976 viene pubblicato “Anarchy in the UK”.  “Anarchia significa essere determinati, fare quello che vuoi nella vita. I Sex Pistols non sono mai stati politicizzati. Volevamo solo esprimere il nostro pensiero e giornalisti e fan  hanno cominciato a prenderci troppo sul serio”.

 

Eddie Jobson (Curved Air, Roxy Music, Frank Zappa, U.K, Jethro Tull)

“I miei genitori all’inizio  avevano pensato che sarei diventato un musicista classico. Ma nel momento in cui ho registrato il mio primo album con i Curved Air mi hanno sostenuto sempre. Mio padre faceva parte del comitato che organizzava gli eventi musicali nella mia città, ingaggiava le orchestre e suonava il piano. La sua cultura musicale si è arricchita da quando sono diventato un musicista rock e ho iniziato a suonare il sintetizzatore”.

“Prima di aver compiuto 22 anni mi sono dovuto confrontare con l’eredità di personaggi come Darryl Way, Francis Monkman, Brian Eno, Jean Luc Ponty e George Duke. Nel 1974 ho rifiutato di entrare a far parte degli Yes. Pensare di rimpiazzare un gigante come Rick Wakeman, nel pieno della sua scintillante carriera, era davvero troppo per un ragazzo di soli 19 anni”.

“Ave vissuto la “Roxymania” al suo picco massimo è stata un’esperienza molto eccitante per un adolescente come me; e anche aver contribuito a cambiare il corso della musica rock a livello stilistico, influenzando tante altre band”.

“Lasciai la band di Frank Zappa perché Robert Fripp avrebbe dovuto far parte degli U.K. di John Wetton, una nuova versione dei King Crimson. Mi aspettavo di cimentarmi con della musica complessa, strumentale”.

“Bryan Ferry, Frank Zappa, Ian Anderson erano personaggi unici. Avevano in comune il coraggio di esporsi. Hanno deciso di andare avanti per la loro strada, senza rinunciare alla loro originalità. Bryan, Frank e Ian sono diventati delle icone per la loro bravura, l’audacia nel mostrare la loro eccentricità. Lo stesso vale per personaggi come John Lennon, Elton John, e David Bowie”.

a.s.

 

 

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