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Leadbelly – Il grande romanzo del blues (Edmondo G. Addeo, Richard M. Garvin)

Gli autori raccontano il percorso esistenziale e musicale di Leadbelly (Hudie William Leadbetter ((Mooringsport, 20 gennaio 1888 – New York, 6 dicembre 1949), uno dei primi bluesman afroamericani della prima metà del 900. Straordinario cantante e musicista, innovatore, soprannominato “il re della chitarra dodici corde”, si forma suonando nei saloon, nelle bettole, nelle sale da ballo del quartiere a luci rosse di Shreveport. La sua vita è stata avventurosa, travagliata. Dotato di fisico forte, difensore dei deboli, è entrato e uscito spesso dalle prigioni degli Stati Uniti, a volte ingiustamente. Blind Lemon Jefferson gli ha insegnato il blues texano. Ha suonato nelle bettole con Woody Guthrie e Cisco Houston, ha vagato per Louisiana, il Texas, Baton Rouge, New Orleans fino a New York. Si è esibito per neri, bianchi, intellettuali, prostitute, bambini, gente di strada, studenti, giornalisti, carcerati. L’etnomusicologo americano John Lomax e il figlio Alan Lomax gli hanno permesso di incidere centinaia di canzoni. Celebri: “The midnight special”, ispirata alla leggenda dell’ergastolano Ironhead; “Goodnight Irene”, di cui sono state vendute due milioni di copie in appena sei mesi, dopo la sua morte. Parigi lo accoglie come un trionfatore. Affetto da Sla, davanti a un pubblico esiguo, si rifiuta di concludere il concerto perché si sente usato dai bianchi per la sua arte. Libro coinvolgente, dal finale toccante.

(mescalina.it)

La traduzione di Giancarlo Carlotti coglie perfettamente i tratti del musicista e della feroce discriminazione raziale che caratterizza gli anni che si protraggono oltre il periodo che prende in esame la difficile esistenza di Huddie Leadbetter, sin dal momento della sua nascita avvenuta nel 1888, per arrivare alla sua morte avvenuta a New York il 6 Dicembre 1949. Una storia che parte disegnando i tratti del giovane Leadbetter che entrerà in rotta di collisione con il concetto del dover essere “un bravo negro” per compiacere la società razzista che viene attraversata dalle folate discriminatorie ed assassine del Klu Klux Klan, movimento nato alla vigilia di Natale del 1865 a Pulaski, una cittadina del Tennessee. A fondarlo fu un gruppo di emigrati scozzesi appartenenti alla borghesia agraria, all’indomani dell’emancipazione dei neri dallo schiavismo. Questa situazione viene mal sopportata dal giovane Leadbetter che, grazie ad un fisico massiccio, riesce a non farsi sottomettere facilmente. Ma la forza ed il vigore, unite alla scoperta della musica, non lo metterà al riparo da un ego smisurato che lo porterà su una strada fatta di risse, donne, illusioni, carcere, dissipazione, alcool.

Tutte cose che contribuiranno a rendere la sua vita una lunga peregrinazione fra carceri durissimi, come quello di Angola in Louisiana, dove vessazioni e violenze saranno insopportabili. Sarà la musica a salvarlo. Riuscirà a farsi graziare per ben due volte dalle condanne, convincendo con le sue qualità di musicista i governatori. L’incontro con John e Alan Lomax gli offrirà la grande occasione di poter uscire dal carcere prima, e di poter vedersi affermare come uomo e musicista.

Fiumi di whiskey contribuiscono a tirare fuori vecchi istinti mai del tutto sopiti. Leadbelly passa da grandi illusioni come quelle provocate dall’arrivo New York, che farà esplodere tutte le contraddizioni della grande città, proseguendo per un’illusione cinematografica a Los Angeles, per chiudersi a Parigi quando il concerto che doveva rendergli giustizia si dimostra un fiasco totale.

Questo libro regala uno spaccato fondamentale su un mondo che forse è meno lontano di quello che, il tempo trascorso, possa far pensare.

(libraccio.it)

Huddie Leadbetter, in arte “Leadbelly”, pancia di piombo, era un gigante per stazza. Non rifuggiva dallo scontro fisico e incuteva timore ai bianchi. Per questo conobbe spesso la galera, a volte ingiustamente. Ma era anche molto bello d’aspetto, e amava le donne sposate. Per tutte queste ragioni i guai gli piovvero addosso come grandine. E per questo iniziò a cantare il blues. La sua forza gli permetteva di suonare la chitarra con una potenza mai sentita prima. I suoi versi erano talvolta cupi come la notte e affilati come lame, altre volte dolci come il miele, spesso poetici come la luna. Suoi pezzi sono stati ripresi da Nirvana, Eric Clapton, Led Zeppelin, Odetta, Credence Clearwater Revival, Pete Seeger, The Weavers, Woody Guthrie, The White Stripes, Johnny Cash, Elvis Presley, Grateful Dead, Doors, Pearl Jam, Rolling Stones, Lonnie Donegan, Tom Waits, Ry Cooder, Van Morrison, Ram Jam.

(ilmanifesto.it)

Una storia che dalla dimensione biografica si allarga fino a restituire una sorta di memoria collettiva di generazioni di neri, e di un capitolo non secondario della storia americana.

 

 

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