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Parole & Musica: Andy Partridge (XTC)

Swindon (Inghilterra). “Se fossimo nati a Londra, a Manchester, a Bristol, o in qualche altra grande città, discografici e giornalisti ci avrebbero preso più in considerazione. La non buona reputazione di Swindon intacca tutto ciò che la riguarda e che arriva da lì”.

“White Music” (1977). “E’ stato il nostro primo album, pensavamo che sarebbe stato anche l’ultimo. Riascoltandolo oggi lo trovo immaturo, ma pieno di energia. Stavamo cercando di ampliare i confini del pop britannico”.

John Peel (leggendario dj inglese; Heswall, 30 agosto 1939 – Cusco, 25 ottobre 2004). “Ricordo che avevo realizzato un volantino ispirato ai fumetti degli anni ’50, Il soggetto era un androide che baciava una star del cinema. Lo usai per incartare una cassetta audio inviata a John Peel, alla BBC. Incuriosito, venne a vederci al Ronnie Scott’s di Londra e dopo ci propose di suonare nel suo programma radiofonico. Dopo quell’esibizione firmammo il nostro primo contratto discografico, con Virgin”.

“Drums and Wires” (1919). “E’ stato l’album della rinascita, dell’inizio del nostro viaggio musicale”.

“Black Sea”. “E’ un album potente, reso tale anche dal suono della batteria che ha influenzato Peter Gabriel, Phil Collins e molti altri. In USA raggiunse la classifica Top 40, anche grazie al contratto firmato con Robert Stigwood, produttore e manager dei Cream e Bee Gees”.

Andy Partridge, la crisi, la depressione. “Non ho mai amato veramente suonare dal vivo. All’inizio mi divertiva. Gli XTC hanno tenuto concerti per circa cinque anni. Fino a quando abbiamo scoperto che non stavamo guadagnando niente, ci stavano truffando. E come se questo non bastasse, ho avuto una dipendenza dal Valium tra i 13 e i 25 anni. Lo prendevo perché mia madre non era a posto mentalmente. La sua follia colpiva anche il bambino che ero all’epoca, e il medico non ha trovato di meglio che prescrivermi del Valium. Quando ho cominciato a fare musica ho continuato a prendere quella robaccia, Sono riuscito a smettere grazie alla mia prima moglie. Ero in tour con la band negli Stati Uniti, quando lei ha preso tutte le mie pillole e le ha buttate nel water dell’albergo. Inizialmente è stata dura, ero nervoso, non sapevo cosa fare, ma poi sono riuscito a uscire dal tunnel della dipendenza. Non ho ceduto neanche nei momenti di depressione”.

“Skylarking lo considero uno dei nostri dischi migliori. Anche Oranges and Lemons è un buon lavoro, forse un po’ troppo ricco di suoni. Apple Venus contiene tutti gli stili ai quali ero interessato e che desideravo sviluppare”.

“Non facevamo “punk funk”. La nostra era semplicemente musica. Il manifesto del punk l’abbiamo sempre trovato totalitarista. Ascoltavamo ogni tipo di sound”.

“In passato ho avuto un’infezione all’orecchio medio, dal lato destro, che si è diffusa rapidamente. E’ stata la peggiore sofferenza che abbia mai vissuto. Ci sono voluti due mesi circa per guarire. C’è stato un periodo in cui la mia vita andava a rotoli: il divorzio da mia moglie, perdita di denaro, ritrovarmi a crescere i miei due figli da solo, i contrasti con la casa discografica, l’abuso di alcol”.

“I musicisti che mi hanno maggiormente influenzato sono: Ollie Halsell chitarrista dei Patto, McCoy Tyner, John Coltrane, Jerry Garcia dei Grateful Dead”.

 

 

 

 

 

 

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