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Sanremo 2021: Giuliano Sangiorgi (Negramaro)

“Amo la primavera perché è la stagione di passaggio. Mi piace sognare la primavera che accompagna all’estate e l’autunno che ci porta in un inverno caldo e avvolgente. Non possiamo abituarci alla sofferenza della terra, la conditio naturalis dovrebbe essere il benessere, la terra è resa grande da quella macchina naturale che è l’uomo. Questo cambiamento va fermato, se necessario si indietreggia per fare stare bene il pianeta”.

“Il mare è bello ovunque. Credevo che mai avrei scritto del mare pensando a “Come è profondo il mare” di Lucio Dalla. Mi fermo a guardarlo e nel bene o nel male c’è sempre una alternativa e mi mette pace”.

“Questo periodo è un po’ un imbuto. Le grandi tematiche, le grandi ispirazioni, passano attraverso l’imbuto della pandemia, è una cosa che fagocita un po’ tutto”.

“Ho sempre sognato la musica multipla. Quando avevo nove anni ho disegnato gli U2 sul muro, ho disegnato la sagoma di Adam Clayton, Larry Muller e The Edge. Facevo Bono Vox con una racchetta al posto della chitarra perché non sapevo suonare. Per me la musica è sempre stata CCCP, U2, Depeche Mode, Public Enemy, Beastie Boys. Ho sempre collegato il senso della musica alla condivisione collettiva di una band”.

“I miei genitori volevano mandarmi al conservatorio da quando ero piccolo. Ho sempre detto di no perché non volevo che anche la musica diventasse scuola. Preferivo sostenere questa esperienza come autodidatta e vivere la musica come un sogno. Credo che ciascuno debba decidere di come assumere l’arte dentro di sé, fisicamente. Sono convinto che la musica sia un benessere. Non è un bene di lusso, ma un’esigenza primaria come il cibo, come l’aria che si respira. Non si può nutrire solo il corpo, ma anche l’anima”.

“Lucio Dalla mi ha cambiato la vita, mio padre mi faceva ascoltare De Andrè, Gershwin, Puccini”.

“Sono stato sul palco con Pino Daniele, capire come incastrava la sua voce con l’armonia era un’esperienza incredibile. Avrei fatto una tournée con lui, ma purtroppo la vita ha voluto renderlo immortale”.

“La canzone sta sopra di noi. Se un pezzo ha bisogno solo di chitarra e voce, noi lo facciamo chitarra e voce, anche se siamo una band”.

“Mi piace stare in compagnia, avere la casa sempre aperta agli amici, cucinare per gli altri. Non posso immaginare un futuro in cui la casa è solo mia, e non voglio cambiare il modo di rapportarmi alle persone perché si deve crescere e maturare. Io ho bisogno di dare”.

 

 

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