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Tolfa: Occupazione del suolo pubblico

(comune.tolfa.rm.it)

Cosap – Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche

Per OCCUPAZIONE si intende la disponibilità o l’occupazione, anche di fatto, di suolo o di spazi pubblici per una utilizzazione particolare che li sottrae all’uso generale della collettività.

Si distingue tra: occupazione permanente, di carattere stabile o di durata pari o superiore all’anno; occupazione temporanea, di durata inferiore all’anno sia giornaliera, settimanale, mensile o comunque periodica; sono considerate temporanee le occupazioni delle aree destinate dal Comune al commercio su aree pubbliche soltanto in alcuni giorni della settimana anche se concesse per un anno o periodi superiori.

CONCESSIONE è l’atto amministrativo con il quale il Comune autorizza l’occupazione di suolo o spazio pubblico. CONCESSIONARIO è chi richiede ed ottiene l’occupazione e diventa titolare dell’atto di concessione.

Il canone è dovuto dal titolare di concessione di uno spazio od area pubblica o, in mancanza, dall’occupante di fatto, anche abusivo, in relazione all’entità dell’area occupata.

Per l’occupazione permanente è necessario presentare apposita domanda, con marca da bollo, mentre per l’occupazione temporanea è sufficiente compilare l’apposito modulo. L’occupazione di aree e spazi pubblici deve essere richiesta all’Ufficio Tributi, consegnandola all’Ufficio Protocollo.

Il concessionario è tenuto al pagamento anticipato del canone, prima dell’inizio dell’occupazione, sulla base della liquidazione di quanto dovuto da parte del Settore Tributi. Il pagamento del canone Cosap deve essere effettuato mediante bollettino sul conto corrente postale n. 28536001, intestato a “Comune di Tolfa”. E’ necessario compilare in modo chiaro e completo tutti i dati relativi all’occupazione (anno di imposizione, tipologia, area in metri quadrati, numero di concessione e durata).

Alle occupazioni abusive si applica un’indennità pari al canone stesso maggiorato del 50%. Si applica inoltre la sanzione amministrativa pecuniaria in misura pari a due volte l’ammontare della predetta indennità. Le occupazioni temporanee si presumono effettuate dal trentesimo giorno antecedente la data di verbale di accertamento redatto dal competente pubblico ufficiale.

(quifinanza.it)

Ogni comune stabilisce i presupposti e le condizioni di autorizzazione e concessione del suolo pubblico, individuando l’ammontare del canone per l’occupazione del suolo pubblico, le aree che prevedono condizioni particolari nel caso abbiano un valore ambientale, archeologico o storico artistico, o nelle ipotesi in cui sussistano determinati motivi di ordine pubblico e viabilità.

L’occupazione di suolo pubblico comporta un utilizzo temporaneo del suolo ed è di durata limitata; la concessione di suolo pubblico si verifica nei casi in cui l’occupazione è permanente e di lunga durata, e occorre corrispondere la relativa tassa per la concessione del suolo pubblico.

La necessità di dover pagare una tassa per l’occupazione di uno suolo pubblico è legata al mancato godimento da parte della collettività di quel bene a vantaggio e per il profitto di un privato.

La richiesta di permesso deve contenere i seguenti dati:

Scheda anagrafica del richiedente con dati e indicazione della titolarità sull’intervento

Localizzazione dell’area da occupare con via, numero civico e identificazione catastale

Dimensionamento dell’area con indicazione di lunghezza, larghezza e superficie espressa in mq

Durata dell’occupazione con data di inizio richiesta

Motivazione dell’occupazione

Sulla richiesta vanno apposti i bolli, eventuali fotografie, una planimetria dell’area.

E’ consigliabile far riferimento alla legge e alle norme comunali riguardanti l’occupazione del suolo pubblico

I privati devo pagare la tassa occupazionale di suolo pubblico. In questa lista rientrano, ad esempio: bar e ristoranti che hanno bisogno di tavoli all’aperto nei mesi estivi; associazioni che organizzano un evento in strada; un privato che debba effettuare un trasloco con occupazione di aree pubbliche o che debba effettuare una ristrutturazione; chi organizza eventi, comizi, feste, mercatini. Sono esentati dal pagamento delle tariffe per l’occupazione del suolo pubblico; enti pubblici,  Comuni, Province, enti religiosi, associazioni senza scopo di lucro.

Il cittadino che vuole occupare una parte del suolo pubblico deve fare richiesta al Comune dov’è ubicata l’area.

Tali occupazioni sono soggette al pagamento del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche – COSAP (Regolamento per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e l’applicazione del relativo canone)  al rilascio di una concessione da parte del Comune. Non sono soggette al pagamento del canone le occupazioni inferiori ad un metro quadrato

La richiesta di autorizzazione deve essere trasmessa almeno 10 giorni prima della data di inizio dell’occupazione. I documenti: modulo di richiesta occupazione suolo pubblico compilato in ogni sua parte, con l’applicazione di una marca da bollo; planimetria relativa all’area da occupare. Sono esentate dal pagamento dell’imposta di bollo sulla richiesta: le ONLUS, Federazioni e Enti di Promozione sportiva riconosciuti dal CONI, partiti politici per propaganda politico-elettorale.

Sanzioni per occupazione abusiva suolo pubblico

Il cittadino che ha necessità di occupare il suolo demaniale (pubblico), deve chiedere apposita autorizzazione. In mancanza di tale autorizzazione, l’occupazione diventa abusiva, indebita. L’articolo 20 del C.d.S. (Codice della Strada) parla  dell’occupazione della sede stradale e chiarisce le sanzioni amministrative che vengono applicate in caso di occupazione abusiva.

Chi occupa indebitamente il suolo demaniale deve eliminare le opere abusive a sue spese; pagare una multa. L’articolo 633 del codice penale sancisce che, in caso di occupazione abusiva di spazio pubblico o privato, l’occupante può essere punito con: la reclusione in carcere fino a due anni; una multa da 103 fino a 1.032 euro. Le sanzioni si applicano entrambe e si procede a querela della persona offesa (in questo caso la persona offesa è lo Stato).

Si procede invece d’ufficio in questi casi: l’occupazione è effettuata da almeno cinque persone, di cui una armata; l’occupazione è effettuata da almeno dieci persone, anche non armate.

Le occupazioni abusive non sono solo quelle effettuate senza autorizzazione, ma anche quelle effettuate in maniera difforme dall’autorizzazione oppure che si protraggono nonostante la scadenza dell’autorizzazione.

Accertata la violazione, i soggetti pubblici incaricati, notificano il verbale all’occupante. In caso di occupazione del suolo per scopi commerciali, il verbale viene trasmesso anche alla Guardia di Finanza, affinché possa verificare anche la violazione di norme fiscali. Una volta ricevuto il verbale, l’occupante dovrà provvedere, entro i termini stabiliti, a rimuovere le opere che occupano il suolo pubblico per ripristinarlo quindi alle condizioni originarie. Insieme al verbale riceve infatti anche l’ordinanza di sgombero per occupazione abusiva. Dovrà inoltre procedere al pagamento delle sanzioni e rispondere, penalmente, per occupazione indebita.

Occupazione della sede stradale

Secondo il Codice della strada su determinate vie è vietata ogni tipo di occupazione della sede stradale, ivi compresi fiere e mercati, con veicoli, baracche, tende e simili. Il divieto assoluto di occupazione vige per tutte le autostrade, strade extraurbane principali, strade extraurbane secondarie e strade urbane di scorrimento. Per quanto concerne le strade urbane di quartiere e le strade locali, l’occupazione della carreggiata può essere autorizzata a condizione che venga predisposto un itinerario alternativo per il traffico ovvero, nelle zone di rilevanza storico-ambientale, a condizione che essa non determini intralcio alla circolazione. Chiunque occupa abusivamente il suolo stradale, o avendo ottenuto la concessione non ottempera alle relative prescrizioni, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 173 a  695 euro. La condanna per occupazione della sede stradale importa sempre la sanzione amministrativa accessoria dell’obbligo per l’autore della violazione stessa di rimuovere le opere abusive a proprie spese.

Il reato dell’occupazione di aree pubbliche e a chi può essere contestato

La Cassazione ha affermato che, nelle circostanze dell’occupazione suolo pubblico, va applicato anche l’art. 633 del Codice Penale, relativo all’invasione dei terreni ed edifici, e posto a tutela del diritto di proprietà. Tale disposizione afferma che: “Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da 103 euro a 1.032 euro. Si applica la pena della reclusione da due a quattro anni e della multa da euro 206 a euro 2.064 e si procede d’ufficio se il fatto è commesso da più di cinque persone o se il fatto è commesso da persona palesemente armata. Se il fatto è commesso da due o più persone, la pena per i promotori o gli organizzatori è aumentata”.

augusto.sciarra@radiotolfaeuropa.it

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