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Olimpiadi Tokyo 2020 – I campioni italiani

Odette Giuffrida (bronzo, judo categoria-52 kg)

“Il Tatami è il mio posto sicuro. Quello è il mio mondo, dove mi sento felice. Il judo viene visto come uno sport maschile. La donna viene vista come una figura fragile, da difendere. In realtà siamo sempre state noi a dover combattere più di chiunque altro”.

“Sono un’atleta molto credente, un’atleta di Cristo. Non prego mai per vincere, ma perché lui mi dia la forza per allenarmi e per dare tutta me stessa”.

Mirko Zanni (bronzo, sollevamento pesi, categoria 67 kg)

“Questa medaglia contiene il peso di 10 anni di allenamenti intensi, dolori, gioie, sacrifici. Tutto ciò che ho fatto ha finalmente un senso”.

Nicolò Martinenghi (bronzo, nuoto,100 rana)

“Il nuoto è una lezione di vita. Ogni sacrificio viene ripagato. Lo sport e il nuoto insegnano molte cose”.

“Prima di una gara amo il silenzio, stare con me, da solo, cerco di isolarmi dal contesto in cui sono in quel momento. Nelle ore che precedono la gara ascolto musica”.

Alessandro Miressi, Thomas Ceccon, Lorenzo Zazzeri, Manuel Frigo (argento, nuoto, 4×100 stile libero)

Alessandro Miressi: “Abbiamo scritto una pagina di storia”.

Manuel Frigo: “Ci siamo abbracciati prima di partire, eravamo convintissimi di poter fare una grande gara”.

Diana Bacosi (argento, skeet)

“Ho perso l’oro per un piattello. Ho dedicato questa medaglia a tutti gli italiani. E’ stato un anno difficile per tutti, la pandemia ci ha messo in ginocchio, ma come popolo siamo stati capaci di rialzarci, nella vita come nello sport”.

“Avevo voglia di riconfermarmi, di fare bene, di far vedere chi sono sportivamente. Ho tanto da dare e sono soddisfatta”.

“Noi italiani, nel tiro al volo, abbiamo del talento naturale. Abbiamo grande tradizione nella caccia e nel tiro”.

Daniele Garozzo (argento, fioretto)

“Nella scherma di oggi chi ha le gambe più forti comanda la misura, e chi comanda la misura tocca di più”.

“Sono molto emotivo quindi brucio tante energie, questo si ripercuote sul fisico”.

“Da piccolo a Carnevale amavo vestirmi da D’Artagnan o Zorro. Mio fratello aveva iniziato a praticare scherma, e così decisi di provare anche io. Mi avvicinai a questa disciplina e fu amore a prima vista”.

Maria Centracchio (bronzo, judo categoria 63 kg)

“Il mio punto di forza è la determinazione, il non arrendermi mai”.

“Ho iniziato a fare judo per gioco. All’inizio ero restia perché già lo praticava tutto il resto della famiglia. Un giorno ho deciso di provare e da non sono più scesa dal tatami”.

“Entrare nelle Fiamme Oro mi ha permesso di lavorare con dei professionisti, che mi hanno sostenuto in questo percorso. La giornata tipo prevede allenamento due volte al giorno, curando sia la parte tecnica che la parte fisica”.

 

Rossella Fiamingo, Federica Isola, Mara Navarria (bronzo, spada)

“Volevamo questa medaglia più di ogni altra cosa e l’abbiamo vinta da squadra vera”.

Giorgia Bordignon (argento, sollevamento pesi categoria 64 kg)

“A me piace questa vita che è fatta di sacrifici. Purtroppo non durerà per molti anni. Se fai l’atleta è perché ti piace stare tutto il giorno in palestra. Ogni giorno ancora gioisco se va bene l’allenamento e m’incavolo se va male”.

“Il talento aiuta ma va coltivato. Servono tanto lavoro e rinunce. La vita dell’atleta in parte è sacrificata perché non puoi concederti le stesse libertà e divertimenti dei tuoi coetanei. Particolarmente in certe discipline come la nostra dove i risultati non arrivano immediatamente, perché premiano la costanza nel tempo”.

“Ho iniziato ad andare in palestra perché mia mamma mi vedeva troppo spesso a casa. Lì ho trovato un gruppo di ragazzi che facevano sollevamento pesi. Quando mi hanno detto che per le gare si viaggiava senza genitori mi hanno convinto a provare”.

Federico Burdisso (bronzo, nuoto 200 farfalla)

“Fuori dall’acqua mi sento un come una supernova che sta per esplodere. I 200 farfalla per me sono una liberazione, so che nuotandoli posso sfogarmi”.

“Studio a Chicago dove sto portando avanti tre diversi indirizzi: economia, matematica, statistica. Tengo molto all’aspetto accademico perché un giorno smetterò di nuotare”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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