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La musica da leggere: Miss Joni Mitchell. Vita e musica di una grande artista (Beppe Giuliano Monighini)

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(avantionline.it)
Prima biografia italiana dedicata alla cantautrice canadese. Il libro di Monighini è preceduto da un’intervista a Carlo Massarini, che fu tra i primi in Italia a diffondere, attraverso trasmissioni radio come “Per voi giovani” e “Popoff”, le canzoni di Joni agli inizi degli anni ’70, quando erano usciti i primi suoi album, “Song to a Seagull”, “Clouds”, “Ladies of the canyon” e “Blue”.

Joni Mitchell è stata una delle grandi interpreti della musica della West Coast, insieme a David Crosby, Stephen Stills, Graham Nash, Neil Young, James Taylor ed altri autori, che fecero della California un mito. Joni è considerata l’alter ego femminile di Bob Dylan, sia per i testi che per la musica. La grande personalità di Joni è uno dei tratti preminenti del suo carattere, forgiato anche dalle straordinarie difficoltà che dovette superare fin da bambina, a causa della poliomielite che la colpì all’età di nove anni.

Carattere ribelle, determinato, spirito libero, Joni ingaggiò un’eterna lotta per affermare sé stessa, contro tutto e contro tutti. Divenne famosa, oltre che per le sue canzoni, per i suoi numerosi amori. Affascinò un vasto pubblico sia per l’aspetto fisico, sia per il modo di suonare la chitarra, suscitando la curiosità di chitarristi come Eric Clapton. Ha avuto il coraggio a un certo punto di allontanarsi dalla strada del folk per seguire quella del jazz, incontrando sul suo cammino musicisti come Charles Mingus, Wayne Shorter, Jaco Pastorius, Herbie Hancock. Fortemente attaccata al Grande Nord canadese, si innamorò della California e andò a stabilirsi a Laurel Canyon, uno dei luoghi mitici della West Coast, dove abitò ai tempi dell’amore con Graham Nash, che dedicò al loro cottage una famosa canzone, “Our House”, in “Déjà Vu”, capolavoro del 1970 di Crosby, Stills, Nash & Young.

La storia di Joni Mitchell è legata al rapporto conflittuale con il mondo dello spettacolo, che, da un lato gli consentì di emergere dall’anonimato dei tanti folksinger della scena canadese e americana, dall’altro cercò di metterle i bastoni fra le ruote, di piegarla al gioco del grande business musicale. Joni resterà a metà fra la grande star di successo e la cantautrice per un pubblico elitario. Il libro rimarca come con Bob Dylan i rapporti non furono mai idilliaci. Dylan la percepiva come sua potenziale rivale, e lei non sopportava di sentirsi considerata meno di lui. Né Joni ha mai amato Joan Baez, che in qualche modo è rimasta la “regina” del folk. David Crosby ha sempre sostenuto che Joni è stata superiore a Bob.

La vita non le ha risparmiato, anche dopo la polio, prove tremende. Prima fra tutte la nascita di una figlia, quando ancora non aveva ventidue anni, che diede in adozione perché non aveva i soldi per mantenerla e che rincontrerà molti anni dopo, scoprendosi anche nonna, con un rapporto che sarà contrassegnato più da bassi che da alti. E poi l’aneurisma che l’ha colpita nel 2015, privandola per un periodo anche della parola e costringendola a reimparare a suonare la chitarra. Anche da quest’ultima prova Joni si riprenderà, tornando a sorpresa nel 2022 sul palco del festival di Newport, sacro tempio della musica folk americana, 53 anni dopo la sua prima esibizione.

Nel corso di un evento promosso dalla Biblioteca del Congresso, le è stato consegnato il Gershwin Award. Per l’occasione ha cantato “Summertime”, mentre ad omaggiarla, interpretando i suoi brani più celebri, sono intervenuti artisti del calibro di Graham Nash e James Taylor, suoi vecchi amanti, nonché Annie Lennox, Herbie Hancock, Diana Krall, Cyndi Lauper.

(mag.corriereal.info)
Beppe Giuliano Monighini: “Il libro nasce sull’onda della forte emozione suscitata dal ritorno sulle scene di Joni Mitchell. Si è esibita al festival di Newport”.

“Carlo Massarini, intervistato in esclusiva per il libro, racconta che Miss Joni, come lui la chiamava trasmettendo la sua musica, è stata la sua grande illusione romantica quando aveva vent’anni. Il suo fascino è innegabile, ha aggiunto, era perfetta, piena di sfaccettature come un diamante. La sua vita, come la sua musica, sono fuori dal comune, con scelte sovente difficili, coraggiose e mai banali. È l’unica donna a essersi guadagnata uno spazio al vertice della musica cantautorale, bianca, americana degli anni settanta. Il paragone che si fa per lei di solito è con Bob Dylan o Leonard Cohen”.

 

 

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