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La libreria di Radio Tolfa Europa: Ogni rancore è spento (Claudio Piersanti)

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(circolodeilibri.ch)
Lorenzo Righi, sulla sessantina, medico di successo in una clinica di lusso di una tranquilla e benestante città italiana, avrebbe di che essere soddisfatto della propria rassicurante temperatura esistenziale. Eppure, è ipocondriaco, immagina ogni giorno di essere minacciato da qualche subdola malattia. Una volta al mese si sottopone a un accuratissimo check up. Il dottor Righi risulta anafettivo e consuma rapidi amori senza troppa frequenza. Non è felice. Ha un difficilissimo rapporto con un padre fedifrago e in fuga.

Questa è l’atmosfera psicologica ed emotiva del romanzo fino ai suoi due terzi, in cui è il legame casualmente riallacciato con un antico amico, ricco e abbastanza spregiudicato in quanto ai piaceri della vita. Fra i due scatta una complicità singolare: bagni notturni nella piscina del parco della villa, robuste bevute e qualche ricorso alle droghe. Qualche volta i due ammirano l’immenso cielo stellato sopra di loro. Un giorno il dottor Lorenzo trova davanti al proprio uscio una ragazzina dalle gambe che sostiene di essere sua parente. Avverrà una svolta. Forse per lui potrà avvenire una redenzione affettiva e tardiva.

Claudio Piersanti annota meticolosamente l’inadeguatezza alla felicità del protagonista, con una vivisezione psicologica ed esistenziale attentissima. Poi accende l’empatia di sangue nuovo e speranza.

(leggereacolori.com)
Lorenzo vive le malattie dei suoi ricchi e capricciosi pazienti. All’età di sessant’anni è un medico affermato, è ammirato dai colleghi e molto corteggiato dalle donne con le quali coltiva rapporti altalenanti e, a volte, superficiali. Le uniche costanti nella sua vita sono: Betty, una signora che si occupa della casa, come una persona di famiglia, e l’ipocondria. Lorenzo avverte la paura di essere sul punto di morire e anche il suo corpo gli lancia continui segnali. Questo persistente stato di ipocondria lo ossessiona, caricandolo di paure. Si sottopone, quasi giornalmente, ad analisi, TAC e controlli di ogni tipo.

Nel presente di Lorenzo manca una famiglia. Sono tre le parole che lo definiscono: pigrizia, paura e solitudine. Se non fosse per Betty e per l’amico Paolo, anch’egli ricchissimo, Lorenzo vivrebbe una vita priva di affetti. A differenza di Lorenzo, Paolo sembra deciso a godersi la vita. Dopo una giornata trascorsa insieme a Paolo, Lorenzo riceve una visita; si tratta di una sedicenne di nome Rosalba. La ragazzina gli confessa di essere sua sorella. Lorenzo scopre che suo padre, con il quale non ha un rapporto affettivo, ha avuto una figlia nata da una relazione con una donna brasiliana. L’arrivo di Rosalba segna una linea immaginaria tra il passato e il presente. Qualcosa può ancora cambiare; dipende dalla volontà di Lorenzo. Riuscire a sconfiggere i propri demoni può sembrare un’impresa possibile, ma comporta un rischio: guardarsi dentro.

L’autore ci parla delle paure, dei dubbi capaci di gettare un’ombra sulle vite di tutti; ci mostra che la vita e la morte coesistono nel fragile universo di ciascuno di noi. E un giorno, inaspettatamente, arriva una piccola luce, e ha il volto di una sedicenne.

(criticaletteraria.org)
Claudio Piersanti torna a raccontare l’età matura. Offre al suo protagonista la possibilità di fare i conti sia col passato sia col futuro, ma questo richiede a Lorenzo Righi di mettere da parte l’attenzione maniacale che rivolge a sé stesso e ai suoi minimi sintomi. E per un ipocondriaco (che peraltro nega di esserlo) questo non è affatto facile. Piersanti manda in scena un protagonista che esita a salire sul suo palcoscenico, perché non conosce le parole migliori né i gesti per calarsi nella propria vita.

 

 

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