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La libreria di Radio Tolfa Europa: Un’isola (Karen Jennings)

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(qlibri.it)
Un toccante racconto sul senso di appartenenza e sul significato di “casa”. Su una piccola isola al largo della costa africana vive Samuel, il guardiano del faro. L’uomo, ormai anziano, non ha contatti con nessuno da vent’anni: ha costruito una barriera insormontabile tra sé e il mondo che lo ha ferito in maniera irreparabile. Ma un giorno il mare gli porta compagnia; quello che in apparenza è uno dei tanti cadaveri di profughi sospinti a riva dalle onde si rivela in realtà un uomo ancora vivo. Destabilizzato da questa nuova, inattesa presenza, Samuel viene travolto dai ricordi della sua vita sulla terraferma: ha visto il suo paese soffrire sotto i colonizzatori e lottare per l’indipendenza, per poi cadere sotto il dominio di un crudele dittatore; ha vissuto, in questa cornice, una drammatica vicenda personale, segnata dal fallimento e dalla perdita. Nel frattempo, sull’isola, il rapporto fra i due uomini comincia a prendere forma e, se da un lato Samuel trae beneficio dall’aver accolto lo sconosciuto in casa sua, dall’altro, silenziosamente, vive la presenza del profugo come una minaccia e, come faceva in gioventù, inizia a riflettere su cosa si intende per “terra”, a chi questa dovrebbe appartenere e fino a che punto ci si può spingere perché ciò che è nostro non ci venga sottratto.

(ilmestieredileggereblog.com)
Il romanzo della scrittrice sudafricana Karen Jennings è un testo molto duro, a tratti crudo, in cui l’azione principale che rappresenta il presente della narrazione si svolge nell’arco di quattro giorni, ma in quel lasso di tempo Jennings riesce a comprimere la storia turbolenta di un paese africano mai nominato e i suoi effetti disastrosi sulla vita di un uomo, Samuel, e della sua famiglia. Un’isola è un romanzo breve ma duro come un pugno nello stomaco; una favola nera che offre poche speranze. Una tragica storia che affronta il colonialismo, la costruzione di un nuovo Stato, la xenofobia e la resistenza politica, insieme alla difficile situazione dei rifugiati. Un’isola è un romanzo schietto, coraggioso nell’affrontare senza indulgere in pietismi i temi scottanti del nostro tempo: il passato come un macigno, i profughi che muoiono sulle spiagge di paesi restii ad accoglierli, le politiche fallimentari degli stati postcoloniali, attirati dall’autoritarismo come arma contro il dissenso, il cinismo e la mancanza di relazioni affettive profonde, generazioni che sembrano incapaci di amare, al massimo di mettere al mondo figli di cui non desiderano occuparsi. Questioni complesse, trattate con realismo, che l’autrice riferisce ad un mai nominato Paese africano, ma che potrebbero traslarsi anche ad altre latitudini, in Stati con un passato simile.

(eroicafenice.com)
Un’isola, di Karen Jennings: un viaggio tra passato e presente. Il lettore ripercorre, attraverso dei flashback, alcuni episodi della vita di Samuel e comprende le motivazioni che lo hanno spinto ad isolarsi e ad evitare ogni contatto con il mondo. Un’isola si tinge di quotidianità, data dalle cose che Samuel ogni giorno svolge, in solitudine e in perfetta sintonia con sé stesso. La storia è dinamica, basata su elementi di natura storica. Tutto avviene in quattro giorni, concretizzandosi tra passato e presente, in un rapporto spesso caratterizzato da contraddizioni e malintesi. I due protagonisti non si conoscono e soprattutto non parlano la stessa lingua. Inoltre, Samuel deve imparare a vivere alla presenza di un’altra persona, mentre il rifugiato, in un certo senso gli deve la vita. Un’isola è un libro breve ma intenso, che affronta temi importantissimi, tra i quali: il colonialismo e la paura degli altri, quella che si potrebbe definire xenofobia.

 

 

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