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La musica da leggere: She’s a woman – Storie di coraggio, orgoglio, amore e (dis)onore di 33 regine della musica

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(mescalina.it)
Trentatré vite, e altrettanti percorsi, accidentati o meno, nel segno della musica e della passione. I loro nomi: da Patti Smith a Tina Turner, da Joni Mitchell a Mercedes Sosa, da Bessie Smith a Madonna. Ogni capitolo porta il titolo di una canzone resa celebre dalle regine. Respect – Coraggio ed emancipazione, People have the power – Impegno politico, Piece of my heart – Amore e sesso, I will survive – Violenze e soprusi, Gracias a la vida – Orgoglio culturale rappresentano altrettante zone di indagine, in cui l’autore traccia un percorso coerente e profondo, in linea con la toccante prefazione di Gianna Nannini.

Guaitamacchi indaga le vite intime delle trentatré regine, raccontandone i retroscena, spesso problematici (come il rapporto tra Joni Mitchell e la figlia abbandonata da lei giovanissima), dolorosi (Sinead O’ Connor) o violenti (come il matrimonio tra Tina Turner e Ike). Ma c’è anche il risvolto artistico, testimoniato da interessanti box che raccontano alcuni dei brani portati al successo dalle musiciste, con tanto di QR code, che ci permette di ascoltarli via YouTube, per un’esperienza immersiva. Non mancano splendide foto che documentano le varie fasi della vita e degli incontri delle donne, non solo con gli uomini che le hanno amate o fatte soffrire, o entrambe le cose, ma anche con altre donne, artiste – amiche, complici o rivali nel percorso verso il successo,

(criticaletteraria.org)
Ezio Guaitamacchi racconta le vite di 33 cantanti. Il volume si divide in cinque sezioni: respect, storie di coraggio ed emancipazione; people have the power, storie di impegno politico; piece of my heart, relazioni e amore; I will survive, per non tacere le violenze e i soprusi; gracias a la vida, cantanti rappresentative dell’orgoglio culturale di un popolo.

Nella sezione respect trovano posto figure come Patti Smith, la sacerdotessa del punk rock, che ha sfidato convenzioni sociali e religiose, e Sarah McLachlan che, in un mondo musicale ancora dominato da figure maschili, ha proposto e portato avanti il Lilith Fair. McLachlan promuove la rivoluzionaria idea di un tour di sole cantautrici che vede a bordo, per la prima edizione del 1997, circa una cinquantina di artiste.

In people have the power le voci musicali diventano uno strumento di dissenso politico. Non si può non ricordare Billie Holiday che con la sua Bitter fruit cantava contro le violenze sulla popolazione afroamericana, vessata e perseguitata dal KKK. Viene raccontato il fenomeno delle Dixie Chicks che con Goodbye Earl cantavano contro gli abusi e le violenze domestiche.

Piece of my heart non può non chiamare in causa Yoko Ono, una delle figure più odiate del mondo musicale, ritenuta responsabile dello scioglimento dei Beatles, né si può prescindere da Édith Piaf che con il suo amore con Marcel Cerdan ha dato voce alla Vie en rose.

Nella sezione I will survive si raccontano storie di abusi e violenze che alcune grandi artiste hanno subito. Si esplora sia il tema della violenza nell’ambito musicale, come avvenuto per Lady Gaga, costretta a un rapporto sessuale con un produttore musicale perché lui ascoltasse le sue canzoni, ma anche quello della violenza domestica, come nel caso di Tina Turner e il marito Ike Turner.

 

Gracias a la vida offre uno sguardo su cantanti fuori dal circuito anglo americano, con le figure di Miriam Makeba, cantante sudafricana contro l’apartheid, o Mercedes Sosa, argentina contro la dittatura di Jorge Rafael Videla.

(londononeradio.com)
In “She’s a woman” Guaitamacchi racconta le storie di 33 tra le più iconiche regine della musica, donne piene di coraggio, orgoglio e coscienza politica, che hanno saputo rappresentare la forza del pensiero, del sentimento e della sensualità in un mondo, quello della musica pop rock, dove, da sempre, regna il maschilismo. L’autore guida il lettore nelle vicende di queste protagoniste che hanno affrontato sfide, superato ostacoli e lasciato un segno indelebile, rivelando dettagli inediti, frutto di ricerca e conversazioni private, e arricchendo il tutto con immagini suggestive.

Il libro si compone di 5 sezioni: “Respect – Coraggio ed emancipazione” con le storie di artiste come Patti Smith, Joni Mitchell, Annie Lennox, Beyoncé e Madonna; “People have the power – Impegno politico” in cui, tra gli altri, si trovano racconti su Joan Baez, Billie Holiday, Sinéad O’Connor e Nina Simone; “Piece of my heart – Amore e sesso” in cui si approfondiscono le vite di superstar del calibro di Courtney Love, Janis Joplin, Yoko Ono, Nico, Sheryl Crow ed Édith Piaf; “I will survive – Violenze e soprusi” con il racconto delle drammatiche vicende che hanno segnato le storie di cantanti come Tina Turner, Lady Gaga, Whitney Houston, Donna Summer e Amy Winehouse e, infine; “Gracias a la vida – Orgoglio culturale” in cui vengono approfondite le figure di autentiche “ambasciatrici culturali” come Miriam Makeba, Mercedes Sosa e Noa.

(tuttorock.com)
Ezio Guaitamacchi: “In questo libro ho voluto raccogliere 33 storie, 33 come i giri dei vecchi vinili, di questi grandi personaggi del mondo della musica. Ho inteso andare a cogliere lo spirito di queste donne, che hanno espresso in musica i mille risvolti della femminilità; il loro coraggio, la loro volontà di essere donne emancipate. Hanno raccontato i loro amori, le avventure erotiche, a volte, purtroppo, violenze e abusi che hanno subito. In altri casi sono state ambasciatrici della loro cultura, del proprio popolo, assegnando a ogni classificazione il titolo di una canzone emblematica del contesto. “Respect”, grande classico di Otis Redding reso famoso da Aretha Franklin racconta di rispetto ed emancipazione; “Piece of my heart” la parte sentimentale ed anche erotica; “People have the power” l’impegno politico; “I will survive” riguardo violenze e abusi subiti; “Gracias a la vida” sono queste cinque donne grandi ambasciatrici culturali e artistiche. Altra caratteristica è che le donne inserite all’interno del libro le ho quasi tutte conosciute e intervistate, ci ho avuto lunghe conversazioni, anche cene, frequentazioni che sono un privilegio per chi come noi è appassionato di musica. Molte di queste storie me le hanno raccontate direttamente e le ricordo con grande emozione, perché in questi frangenti ti trasmettono il loro vissuto”.

“Ci sono donne dell’inizio 900, le altre che sono tutt’oggi delle superstar, come Beyoncé e Lady Gaga. Ho inserito anche il pop. Queste artiste pop hanno dato qualcosa di particolare”.

“Vorrei citare Miriam Makeba che si emozionava essendo ancora in esilio, mi aveva colpito moltissimo sul piano personale. Uno dei miei grandi idoli è stata Joni Mitchell. Voglio citare Melissa Etheridge da cui ho raccolto la storia di emancipazione del movimento LGBTQ, lei fu una delle prime donne a fare outing all’epoca. Con l’allora sua moglie decisero di avere un figlio e doveva scegliere il seme del donatore. Loro erano molto amiche di Brad Pitt, che non si rese disponibile perché voleva farsi una sua famiglia, ma una loro amica suggerì il nome di suo marito, che era David Crosby. Riguardo l’impegno politico c’è un trio femminile, poco conosciuto in Italia ma molto negli Stati Uniti, The Dixie Chicks, oggi solo The Chicks. Racconto di Grace Slick, voce dei Jefferson Airplane, che mi raccontò di questa unica data che fecero assieme ai Doors, e dopo essersi esibiti alla Round House di Camden a Londra, lei rimase affascinata da Jim Morrison. Lei passò e ripassò davanti alla camera di Morrison, decidendo alla fine di entrare. Per gli abusi racconto la storia di Donna Summer. Altra artista presente è l’israeliana Noa”.

 

 

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