La musica da leggere: L’Uomo di Piazza Grande – I dischi di Lucio Dalla raccontati dagli amici (Paolo Maiorino)

(allmusicitalia.it)
L’autore è Paolo Maiorino, discografico amico di Dalla, ripercorre la vita affida le pagine del libro ai racconti, aneddoti e ricordi di coloro che lo hanno accompagnato nella sua carriera artistica: produttori, musicisti, autori, discografici, amici. Il libro parte dagli anni 60 e arriva al 1° marzo del 2012, giorno che ce lo ha portato via fisicamente ma non artisticamente.

 

Gianni Morandi: “Mescolava sempre il divertimento con il lavoro, almeno un’ora al giorno la passava ai videogames o a giocare a biliardino. A un certo punto si doveva lavorare e di colpo diventava serio e professionale”. Aveva una stanza piena trenini elettrici, giostre meccaniche, peluche, soldatini.

Ricky Portera: “Mi sono sempre chiesto come fosse possibile che uno come lui, con seri problemi di socialità, potesse essere capace di scrivere cose incredibili come quella, che toccano le persone nel profondo dei sentimenti. Doveva avere dentro di sé un mondo segreto e bellissimo”.

Samuele Bersani: “Con Lucio mi confrontavo con il più grande di tutti e ne ero consapevole. Fu una grande palestra, imparai molto anche se lavorare con lui non è stato sempre semplice e a volte ci sono stati dei bei contrasti”. “Stavo vivendo un momento particolarmente negativo della mia vita privata, ero stato lasciato dalla mia ragazza. Lucio mal digeriva quella mia depressione e una volta arrivò a urlarmi contro che non avevo capito un cazzo della mia vita perché accadimenti come quelli erano una fortuna, avrei potuto capitalizzare il dolore e trasformarlo in espressione creativa”.

Beppe D’Onghia, arrangiatore, compositore, pianista: “Lucio era un autodidatta ma sapeva farsi comprendere, si esprimeva con i colori, con le immagini, con le sensazioni e non parlava di note o di scale, aveva un linguaggio emozionale”.

Mauro Malavasi, storico produttore e arrangiatore: “Il nuovo millennio era un argomento che lo coinvolgeva molto, voleva capire quale fosse il linguaggio, il messaggio giusto da dare. Ne era impaurito e molto affascinato. Sono convinto che se fosse ancora vivo farebbe un duetto con un rapper. Ha sempre lasciato la porta aperta alla contaminazione, alla novità”.

In questo libro compaiono nomi che hanno fatto la storia della musica italiana: Sergio Bardotti, Roberto Roversi, Alessandro Colombini, Renzo Cremonini, Mauro Malavasi, Fabrizio Zampa, Gianfranco Reverberi, Roberto Gualdi, Roberto Costa, Angela Baraldi, Luca Carboni, Amedeo Minghi, Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Samuele Bersani, Iskra Menarini, Stadio, Bracco di Graci, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Ron.

Nella prima pagina del libro Paolo Maiorino la dedica Michele Mondella, promoter e discografico, punto di riferimento per Maiorino stesso ma anche per Lucio Dalla.

Paolo Maiorino e Lucio Dalla: “Dell’uomo mi piace ricordare il carattere eternamente sospeso tra slanci di simpatia ironica e goliardica e momenti di intensa e inguaribile malinconia. Era un visionario, un sognatore”.

(rockol.it)
Paolo Maiorino ripercorre disco per disco, facendo parlare le persone che con quei dischi hanno avuto a che fare (musicisti, collaboratori, produttori). Ci sono nom Ron che firma la prefazione, Gianni Morandi, Francesco De Gregori, Paola Pallottino, Maurizio De Angelis, Alessandro Colombini e molti altri.

(ilmanifesto.it)
Paolo Maiorino si addentra nella fitta discografia del cantautore, dagli esordi alle collaborazioni – e ai conflitti – con Roversi, passando agli anni del grande successo, attraverso una disanima degli album ma soprattutto attraverso le testimonianze di artisti, amici, e produttori tra cui Pupi Avati, Mauro Malavasi, Francesco De Gregori, Ron. Dalle pagine emerge la difficoltà da parte di Dalla di far convivere il grande successo popolare e progetti più sperimentali.

Paolo Maiorino: “Ho frequentato casa Dalla in via d’Azeglio a Bologna, sono stato rappresentante per la Sony con la Fondazione Dalla, convocavo le persone nell’appartamento e facevo le interviste. Quella esperienza mi ha arricchito perché mi ha aperto una nuova dimensione di quello che era Lucio uomo e Lucio artista”.  

(spettacolo.eu)
Nel libro c’è un capitolo per ogni album, narrato da chi a quei dischi ha collaborato in studio, nella scrittura, alla produzione, alla realizzazione e alla successiva promozione, illustrato con foto d’epoca, alcune delle quali inedite. Pagine piene di aneddoti, curiosità e riflessioni, che tratteggiano la figura di un artista sui generis nel panorama musicale del nostro Paese e che ci restituiscono la fotografia di quarantacinque anni di musica di uno dei più grandi artisti della cultura pop italiana.

Tantissime le testimonianze: Ron, Renzo Arbore, Pupi Avati, Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Samuele Bersani, Luca Carboni, gli Stadio, Paola Pallottino, Gli Idoli, Mario Lavezzi, Iskra Menarini, Angela Baraldi, Tony Esposito, Jimmy Villotti, Gianfranco Reverberi, Guido e Maurizio De Angelis; i produttori  Alessandro Colombini, Mauro Malavasi, Roberto Costa, Bruno Mariani; Ambrogio Lo Giudice, Maurizio Biancani, il suo primo impresario e amico di una vita Tobia Righi, il giornalista Fabrizio Zampa (con Dalla nei Flippers), Paolino Piermattei e la discografica  Silvana Casato, Beppe D’Onghia, Tullio Ferro, Luciano Ciccaglioni, Roberto Gualdi, Daniele Caracchi, Andrea Faccani, Marcello Balestra, Bruno Cabassi, Antonio Bagnoli, Simone Baroncini, e tantissimi altri.

Paolo Maiorino: “Ho avuto il piacere, e la fortuna, di conoscere Lucio Dalla e di lavorare con lui durante la mia carriera. Per anni, prima e dopo la sua morte, ho frequentato casa sua a Bologna, in via Massimo D’Azeglio, mi sono   appassionato al suo estro, alla sua genialità, al suo amore per l’arte. Ma solo dopo la sua scomparsa mi sono interessato ed entusiasmato nel ricercare testimonianze che potessero delineare un quadro più definito dell’uomo quanto dell’artista. Per come lo avevo conosciuto, Lucio era un visionario, costantemente proiettato al futuro e animato da un’insaziabile curiosità. Un carattere estroverso, ma anche solitario e poetico, comunque spesso sopra le righe. La sua irriverenza, quello sguardo da perenne bambino si è per sempre stampato nei miei ricordi: nel corso di questi ultimi anni ho condiviso questi ricordi e raccolto le testimonianze di tanti suoi amici e, soprattutto, dei suoi compagni di viaggio. Cosi mi sono emozionato, riso, riflettuto, divertito con loro, ho provato malinconia e un senso di profonda ammirazione per un artista immortale perché Lucio vive oggi più che mai nelle sue bellissime canzoni. Ho voluto dedicare questo lavoro alla memoria di Michele Mondella (da sempre addetto stampa di Dalla), di cui sono stato amico e allievo in discografia. A lui e sua moglie Silvana Casato, storica discografica, tutto il mio affetto e riconoscimento”.

(reggiosera.it)
Questo libro è un documento unico, appassionato ed emozionante: l’universo di un genio del  quale pensiamo di sapere tutto e che, invece, riserva ancora molte sorprese, con la prefazione di Ron e le testimonianze di Gianni Morandi, Pupi Avati, Luca Carboni, Renzo Arbore, Samuele Bersani, gli Stadio, Fiorella Mannoia, Tony Esposito, Paola Pallottino, Mario Lavezzi, Gli Idoli, Roberto Costa, Mauro Malavasi, Tullio Ferro, Angela Baraldi, Iskra Menarini, Jimmy Villotti,  Guido e Maurizio De Angelis, e tantissimi altri.

Paolo Maiorino: “Per comprendere meglio il mondo di Lucio Dalla ho frequentato la sua città, Bologna. Quando andai a trovarlo con Andrea Rosi, presidente di Sony Music, volle a tutti i costi accompagnarci a fare un giro della casa, sterminata, bellissima, dai soffitti alti, con quadri e sculture e oggetti d’arte ovunque, un luogo che sembrava rivelare sorprese ad ogni angolo”.

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