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RASSEGNA STAMPA

Sanremo 2023 – Ariete, “Mare di guai”

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La canzone che l’artista porta a Sanremo è “Mare di guai”, un amore tra due donne giunto al termine. “È nata nell’estate 2022, quando io la mia ex fidanzata ci eravamo appena lasciate. È un brano introspettivo: sono io che chiedo all’altra persona di nuotare in una vasca piena di squali con me.  È una richiesta di aiuto, quasi una lettera.

Il brano comincia con una frase al femminile. Spero un giorno di poter uscire di casa mano nella mano con la mia ragazza con tutta la tranquillità del mondo. Durante i miei live parlo spesso di diritti. Ed è giusto farlo dal palco dell’Ariston, davanti a milioni di italiani incollati alla tv, con i monologhi e con la musica”.

“Sono molte le canzoni malinconiche che ho fatto. Gli squali della canzone sono le paranoie e le insicurezze di una ragazza di 20 anni, alle quali si aggiunge questa situazione surreale in cui mi trovo da un paio d’anni: il mondo della musica”.

“Amo mangiare e cucinare, soprattutto i primi. Il mio piatto forte è la pasta alla gricia, e poi le patate in tutti i modi”.

“Porto sul palco quella che sono oggi, e quella che sono sempre stata: la libertà, la felicità, la mia idea di quello che è l’amore, la vita, senza etichette, senza giudicare gli altri. I miei concerti non sono solo un momento di spensieratezza ma anche di uguaglianza”.

“Nel 2019 andavo ai grandi concerti, avevo la passione per la musica. Andavo per divertirmi ma anche per prendere degli spunti, delle idee. Mi dicevo che un giorno avrei fatto lo stesso se fossi salita su un palco. La musica mi dà sempre le stesse emozioni, anche se è diventata un lavoro”.

“Quando sono innamorata organizzo viaggi, cerco nuove esperienze, cerco di conoscere il più possibile dell’altra”.

“Faccio il lavoro dei miei sogni, con il team dei miei sogni, con i miei amici. Ho comprato casa, ho la mia routine. Però ho tanti amici in difficoltà, che provo ad aiutare. Dicono tutti che la mia generazione si lamenta troppo. Ma secondo me facciamo bene a lamentarci, c’è grande indifferenza nei nostri confronti”.

“Sto iniziando ad aprirmi grazie a una psicologa. Ho convissuto con persone che hanno sofferto. Al secondo ricovero di mio fratello (ha fatto un percorso di transizione) mia mamma aveva dubbi. Mi fa piacere che oggi si parli liberamente di salute mentale”.

“Poche volte mi sono sentita sola. Ma ho sempre avuto una spalla su cui piangere, soprattutto gli amici. Chiaramente ci sono dei momenti in cui ti sembra che ti crolli il mondo addosso. La solitudine, come la depressione, va davvero contestualizzata e non mi metterei mai in bocca esperienze non mie. Sicuramente capita di sentirmi sola e in quei momenti mi guardo da fuori e ho la consapevolezza di non esserlo mai stata”.

“Ho scritto la mia prima canzone a 4 anni, era dedicata a mio fratello appena nato. Poi ho cominciato a scrivere canzoni in inglese ispirandomi agli One Direction, sognavo di diventare una cantante internazionale”.

“Il mio orientamento sessuale incuriosisce soprattutto gli over 40. Sono i giornalisti a stupirsi della mia apertura. I ragazzi della mia età non si stupiscono del fatto che io sia così libera nel raccontare la mia vita, perché non si fanno domande e non cercano risposte. Io non racconto la mia generazione, sono un’esponente della mia generazione. E per la mia generazione, è normale che una ragazza possa innamorarsi di una ragazza. Così come è normale parlare liberamente di sesso, di fragilità”.

“Ho sempre un dialogo aperto con il mio pubblico. Sono felice quando qualcuno mi dice che le mie canzoni gli hanno fatto superare un periodo difficile, o l’hanno aiutato a fare coming out con i genitori”.

“Roma ha qualche cosa di speciale. Qualche cosa di dolce e amaro, è un po’ una dipendenza. Sono cresciuta prendendo i treni regionali, girando il Lazio. Non ho preso la patente, un po’ perché non ce la faccio, un po’ perché mi piace prendere i treni. A Roma ho la mia famiglia, i miei amici. È una città ovviamente anche difficile”.

“Nelle mie canzoni mi piace parlare di vita, fatti reali che ho vissuto in prima persona. Racconto di cuori spezzati e storie d’amore bruciate ancora prima di iniziare, fantasmi del passato si intrecciano a personaggi del presente. La musica è la mia catarsi personale. Il mio segreto per anestetizzare il dolore è trasformarlo in melodia”.

“Vorrei non fermarmi soltanto a scrivere canzoni. Desidero aprire un dialogo con i giovani, troppo spesso ignorati su questioni importanti: scuola, politica, religione. Istruire e sensibilizzare anche i più piccoli sulle tematiche fondamentali del nostro Paese è essenziale per il futuro italiano”.

“Non temo le critiche. I miei fan amano la mia musica e ciò che sono. Sono curiosa di come reagirò davanti al grande pubblico, con persone lontane da me, dalla mia visione del mondo e dai miei ideali”.

 

 

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